Vi è un ampio accesso alle informazioni sulla contraccezione che ha lo scopo di controllare, in modo temporaneo e reversibile il processo della riproduzione ma permane scarsa informazione sui contraccettivi: quali sono i metodi contraccettivi a disposizione, come si utilizzano, quali sono gli effetti indesiderati e se sia meglio usare contraccettivi ormonali o meno.
È quanto emerso da un recente studio sul mondo della contraccezione realizzato da Doxapharma -Ricerche di mercato farmaceutiche e per la salute- e l’azienda farmaceutica Gedeon Richter. La ricerca è basata sulle interviste di ginecologi e donne in età fertile.
Appare un disallineamento tra il punto di vista del ginecologo e della donna, una percezione diversa delle esigenze espresse e dei bisogni.
Perché un terzo delle donne intervistate dichiara di non parlare liberamente e sufficientemente di tematiche contraccettive con il ginecologo, mentre più dell’80% dei ginecologi ritengono di dare elementi per una scelta consapevole alle donne.
Ad affidarsi al ginecologo sono le donne che usano metodi ormonali mentre chi preferisce soluzioni non ormonali usa il web come principale fonte di informazioni (56%).
Dalla ricerca emerge una tendenza stabile, se non in lieve discesa, nell’utilizzo di contraccettivi e che ad esempio solo il 62% delle donne sia certa che la pillola sia ormonale e che per le fasce di età più giovane sono importanti i social e il parlare con le amiche.
La scelta dell’anticoncezionale mette in gioco la qualità della vita delle donne e appaiono necessari ancora oggi percorsi educativi alla sessualità e alla contraccezione, informazione più completa ed esaustiva e una interlocuzione attiva fra la donna e il ginecologo.
Lunedì 28 giugno ricorre la 25esima Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza, problematica che costituisce un tabù e che riguardano oltre 5 milioni di italiani, il 73% donne e il 27% uomini.
La netta prevalenza femminile è dovuta a ragioni anatomiche e funzionali e può verificarsi in tre particolari periodi della vita di una donna: la gravidanza, il parto e la menopausa.
L’incontinenza, urinaria o fecale, è percepita come sintomo imbarazzante ad alto impatto sulla qualità della vita di chi ne soffre. Il pensare che questi problemi siano una conseguenza naturale dell’età, porta le persone a non parlarne ed a convivere con disturbi che possono essere affrontati e risolti.
La Giornata per la prevenzione e la cura dell’incontinenza dunque, è stata istituita per sensibilizzare le persone a parlarne e far si che aumenti la conoscenza e la consapevolezza su tali problematiche che si possono alleviare e gestire anche con alcuni cambiamenti del proprio stile di vita, appositi esercizi di ginnastica pelvica volti alla riabilitazione del pavimento pelvico ed eventualmente una terapia farmacologica.
La riabilitazione perineale è carente in Italia e si auspica che questa patologia venga rivalutata, consentendo adeguati percorsi diagnostici terapeutici assistenziali.
È importante sapere che c’è una soluzione per ogni tipologia di questa problematica: ci sono moderne tecnologie per la diagnosi, e ci si può avvalere di terapie chirurgiche, mininvasive o endoscopico o maggiormente complesse e protesiche.
Il cranberry è stato usato con successo per infezioni urinarie ricorrenti ed è raccomandato nel Manuale Merck per il trattamento di infezioni urinarie semplici o ricorrenti (UTI), non complicate (ad es. nelle donne) che non richiedono un trattamento aggressivo con antibiotici.
In Gran Bretagna, il cranberry viene riferito alla specie nativa Vaccinium oxycoccos, mentre in Nord America può riferirsi al Vaccinium macrocarpon.
Il mirtillo rosso americano (da non confondere con quello detto semplicemente mirtillo rosso, di origine europea ed asiatica) è un frutto che può essere consumato intero, o trasformato in prodotti alimentari (gelatine, succhi) estratti e supplementi Pharma Standard.
I supplementi con cranberry aiutano a prevenire e ridurre i sintomi delle infezioni ‘ricorrenti’ del tratto urinario (UTI) e l’infiammazione post-infettiva.
L’efficacia nel prevenire UTI è stata dimostrata in molti studi. Il succo naturale di mirtillo contiene antocianidine in grado di prevenire la colonizzazione della parete del tratto urinario da parte dell’Escherichia Coli (prevalentemente).
Le proantocianidine, polifenoli inibiscono selettivamente le adesine prodotte dai batteri, riducendone così l’adesione alle cellule uroepiteliali dell’ospite e favorendone l’eliminazione con l’urina.
L’assunzione di cranberry come PS risulta efficace nel ridurre la colonizzazione da parte dei batteri più comuni ma è anche utile a ridurre gli effetti infiammatori post-infezione legati non tanto ai batteri ma a prodotti di degradazione batterica che mimano un’infezione (“molecular mimikry” o “mimetismo molecolare”), persistente ben oltre l’eliminazione dei batteri. In questo caso ai sintomi di una infezione urinaria non corrisponde la presenza di batteri nelle urine.
Il cranberry può anche essere usato dopo cateterizzazione, quando la presenza di batteri prima ed il molecular mimikry dopo, causano una sintomatologia persistente associata alla infiammazione.
Altri studi hanno evidenziato che supplementi di Cranberry usati per due mesi riducono il numero di episodi di infezioni urinarie nei pazienti anziani con ipertrofia prostatica e donne in pre-menopausa.
Il cranberry si è rivelato particolarmente efficace nella gestione di infezioni modeste o moderate – con minima carica batterica – in soggetti sani (particolarmente nelle donne).
Le infezioni più severe in pazienti a rischio vanno sempre trattate aggressivamente con antibiotici ed in base alle colture per evitare complicanze gravi.
La somministrazione di prodotti PS di cranberry dovrebbe essere continuata per circa 2 mesi, in particolare nei casi ricorrenti. Non sono conosciuti effetti collaterali. Tuttavia, poiché gli estratti di Cranberry contengono zuccheri per contrastarne il sapore aspro vanno usati con cautela nei diabetici, preferendo in questi casi la formulazione in capsule.Supplementi con Cranberry aumentano l’acidità urinaria e, teoricamente, possono indurre formazione di calcoli nei pazienti con storia di calcolosi renale. Occasionalmente un management supplementare con Cranberry può interferire con gli effetti di anticoagulanti orali.
Le infezioni delle vie urinarie sono cinquanta volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini, in ogni età della vita.
Le donne hanno un’incidenza maggiore di cistiti perché la loro vescica, più capiente, per motivi anatomici, viene svuotata meno frequentemente.
Inoltre, l’uretra femminile, di circa 7 cm, con decorso rettilineo ha uno sbocco più vicino agli orifizi genitali e anali con maggiore possibilità di contaminazione da parte di germi di origine vaginale e intestinale. L’uretra maschile ha decorso tortuoso ed è lunga 18 cm.
I sintomi tendono a variare da persona a persona.
La presenza di sangue in corso di cistite (ematuria) non è un indice della gravità della cistite, ma un sintomo che deve essere indagato per escludere la presenza di altre patologie concomitanti.
È utile prevenire gli episodi di cistite con una alimentazione e un’idratazione adeguata, assumendo cicli di probiotici per un equilibrato ecosistema intestinale e mantenendo un corretto pH vaginale.
I termini medicina complementare, alternativa e integrativa sono spesso usati in maniera intercambiabile, ma i loro significati sono diversi.
Nel Manuale Merck (standard globale di riferimento per medici e studenti) sono ben descritti i vari tipi di medicina complementare ed alternativa. Una delle differenze principali tra queste e la medicina tradizionale è la quantità di evidenze a sostegno della medicina ‘classica’, che basa le sue pratiche solo sulle evidenze scientifiche. Al contrario, la medicina complementare ed alternativa si basa sull’evidenza e sulle migliori prove disponibili, anche quando queste non soddisfino i criteri rigorosi di efficacia e sicurezza.
La medicina complementare e alternativa (Complementary and Alternative Medicine – CAM) è un concetto comunemente accettato ma non del tutto corretto. Sarebbe più accurato indicare questi metodi medici non standard come “medicina di supporto“.
Concetti come “benessere” – a cui molto spesso si fa riferimento e che rappresenta per la CAM un facile obiettivo – non sono logici, scientifici, fisiologici.
Il benessere è qualcosa di molto individuale e non è una malattia trattabile.
Medicina complementare e medicina alternativa sono concetti intesi in modo diverso a seconda delle culture e delle interazioni sociali e ancora poco chiari a molti pazienti.
Classificazione del Manuale Merck
La medicina complementare può indicare una serie di pratiche e sistemi di guarigione non testati usati in associazione con la medicina convenzionale.
La medicina alternativasi riferisce a pratiche non tradizionali utilizzate in sostituzione alla medicina convenzionale.
La medicina integrativa usa tutti gli approcci definiti della medicina, comprese le pratiche alternative, in un quadro che si concentra sulla salute, la relazione terapeutica e su tutta la persona.
La medicinasupplementare ovvero l’utilizzo di integratori preparati secondo standard farmaceutici, è una storia diversa. I rimedi moderni sono generalmente di origine naturale e sono stati resi disponibili in forma grezza per molti anni. Ora invece possono essere prodotti e utilizzati secondo modelli all’avanguardia e possono essere definiti come supplementi farma-standard (Pharma-Standard, PS). Un prodotto naturale originale, la curcumina ad esempio, viene raffinato, standardizzato, millesimato con nuovi metodi di estrazione e purificazione evitando così prodotti chimici. Queste nuove procedure assicurano che non ci siano contaminanti come metalli pesanti e pesticidi, neppure in quantità minime e l’assorbimento risulta dunque stabile e costante.
Così un prodotto assume un valore molto diverso rispetto agli effetti derivati dall’uso di materiale “grezzo e naturale”.
La maggior parte degli integratori PS è “riconosciuta come sicura” (“recognized as safe”, RAS) in maniera più elevata rispetto a farmaci testati in un numero relativamente piccolo di pazienti e per un periodo di tempo relativamente breve.
Questi integratori sono stati esaminati per secoli in milioni di soggetti e in alcune popolazioni si è formata una specifica cultura riguardo il loro uso, le applicazioni, storie aneddotiche e dati su potenziali pericoli o interazioni.
Molti prodotti nel formato di integratori PS possono ora essere analizzati allo stesso modo dei farmaci – in condizioni specifiche – ed i risultati dei test possono essere standardizzati.
Sono in corso studi sulle interazioni tra farmaci e integratori PS, e in questi ultimi qualsiasi contaminazione da sostanze velenose è ormai fuori questione. Mentre non è possibile affermare la stessa cosa quando si tratta di preparati “a base di erbe” o prodotti non standardizzati. L’interazione tra vari prodotti “naturali” non standardizzati può causare alterazioni importanti nell’efficacia di molte terapie.
Tutte le terapie CAM devono essere quindi valutate nel contesto dal momento che anche i metodi apparentemente semplici, come le manipolazioni fisiche o l’agopuntura, possono causare complicazioni.
Il Manuale Merck presenta le definizioni e le classificazioni migliori. Individua cinque tipi di metodi “alternativi” o perimedici:
sistemi medici completi
medicina mente-corpo
pratiche biologiche non utilizzate abitualmente nella medicina convenzionale
pratiche fisiche basate sulla manipolazione
medicina energetica
In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una continua evoluzione su come trattare e curare le malattie. Si cercano cure e metodi alternativi e molto spesso si ricorre alla ‘medicina alternativa’.
La globalizzazione, il web e l’apertura ad altri tipi di cultura hanno ormai diffuso ampiamente la conoscenza di molti approcci terapeutici ‘non convenzionali’ ma non per questo inefficaci.
Nei centri di grande livello – che includono tutte le possibilità di trattamento – anche un supporto CAM ha una logica se il paziente preferisce una scelta diversa.
La storia del Manuale Merck
Viene pubblicato la prima volta nel 1899 e il premio Nobel A. Schweitzer ne porta una copia in Africa durante una missione medica nel 1913. L’ammiraglio Byrd, esploratore dei poli ed ufficiale della Marina americana, ne porta una copia al Polo Sud nel 1929.
Nel 1955 debutta il Manuale Merck veterinario. Negli anni ottanta diventa il testo medico più venduto al mondo. Nel 1997 viene pubblicato “The Merck Manual of Medical Information – Home Edition” (manuale Merck, Guida domestica di informazione medica).
Negli anni seguenti viene realizzata l’app gratuita Merck Manual per dispositivi mobili.
Nel 2015 viene lanciata l’iniziativa “Conoscenze mediche globali 2020” con l’obiettivo di rendere disponibili le più affidabili informazioni sulla salute per professionisti e pazienti, a livello globale, entro il 2020.
Le varici rappresentano una condizione che riguarda quasi il 20% della popolazione e molto spesso sono causa di insufficienza venosa cronica (CVI). Quando non trattate possono portare all’ipertensione venosa cronica, causando in alcuni casi alterazioni della cute, pigmentazione e microangiopatia ipertensiva venosa. Questa condizione nel tempo può generare ulcere venose e dunque gravi disabilità, con costi personali e sociali elevati.
Le cause principali di questa patologia sono l’età, il sesso (più frequente nelle donne), la familiarità e componenti ormonali. Dolore, gonfiore, edema, si sviluppano nel tempo con CVI ed assumono rilevanza clinica in base alle caratteristiche e alle abitudini individuali. La pigmentazione cutanea progressiva è associata alla presenza di CVI per lungo tempo. Quando le vene sono prominenti, dilatate e varicose, possono svilupparsi trombosi superficiali anche in seguito ad un trauma minimo e possono verificarsi sanguinamenti significativi anche con una piccola lesione della cute.
I segni associati a varici e CVI tendono a migliorare con il riposo, l’elevazione delle gambe ed una compressione elastica adeguata. Numerosi prodotti per le vene, principalmente di origine naturale, controllano efficacemente l’edema e i segni associati all’insufficienza venosa. Le piccole vene reticolari e le telangiectasie possono essere considerate un fenomeno associato o primitivo, maggiormente visibili quando la pelle è molto sottile e trasparente. Questo problema richiede una gestione specifica.
La valutazione del sistema venoso superficiale con ultrasuoni rileva inizialmente la competenza selettiva delle giunzioni principali, ovvero la giunzione safeno-femorale, la giunzione safeno-poplitea e tutte le principali importanti fonti di reflusso venoso. Vanno identificati i punti principali di reflusso per considerare l’indicazione alla chirurgia o alla scleroterapia.
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