“….il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo” è quanto appare nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, firmata a Parigi il 10 Dicembre del 1948, dopo le due brutali e sanguinose guerre mondiali, dall’assemblea generale delle nazioni unite.
Nello stesso anno viene istituita L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e ancora oggi la dichiarazione dei Diritti Umani ha immutabile importanza.
Nel concreto, cosa intendiamo quando parliamo di diritto alla salute?
Nell’atto costitutivo la OMS, assume la salute come diritto fondamentale, e scrisse:
“La salute è una risorsa per la vita quotidiana e non lo scopo dell’esistenza”.
Non soltanto l’assenza di malattia o di infermità ma uno stato di completo benessere fisico, sociale e mentale la promozione della salute, è finalizzata all’ obiettivo di condurre una vita produttiva sul piano individuale, sociale ed economico. ”
Il concetto di salute è strettamente connesso con tutti gli articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti, e trova piena esplicitazione nell’articolo 25: “Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari…”
In un epoca caratterizzata da una grande idealità, nasce il “Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali” approvato dall’Assemblea generale dell’ONU nel dicembre 1966. Di particolare interesse l’art. 12 che prevede la creazione di condizioni che assicurino a tutti servizi medici e assistenza medica in caso di malattia e la profilassi, la cura e il controllo delle malattie epidemiche, endemiche, professionali e d’altro genere.
Nuove esigenze e nuovi valori fanno emergere diritti umani fondamentali universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi.
I diritti umani, civili e politici, economici e sociali e culturali devono essere gli stessi in ogni parte del mondo e per ogni persona, e devono essere seriamente e simultaneamente presi in esame, tutelati e promossi, senza alcuna gerarchia.
Art 12 “Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali”:
1. Gli Stati parte del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale che sia in grado di conseguire.
2. Le misure che gli Stati parte del presente Patto dovranno prendere per assicurare la piena attuazione di tale diritto comprenderanno quelle necessarie ai seguenti fini:
a) la diminuzione del numero dei nati morti e della mortalità infantile, nonché il sano sviluppo dei minori;
b) il miglioramento di tutti gli aspetti dell’igiene ambientale e industriale;
c) la profilassi, la cura e il controllo delle malattie epidemiche, endemiche, professionali e d’altro genere;
d) la creazione di condizioni che assicurino a tutti servizi medici e assistenza medica in caso di malattia.
Dunque appare chiaro, che il raggiungimento di uno stato di salute effettivamente completo sia interconnesso alla realizzazione degli altri diritti, come il diritto al cibo, alla casa, al lavoro, all’educazione, alla partecipazione, alla vita, alla non discriminazione, all’equità, all’accesso all’informazione etc…
E’ evidente, in quest’ottica, come la figura dell’operatore sanitario assume anche una valenza sociale.