Oltre un terzo un terzo (35,3%) degli italiani ha riportato un cambiamento nell’attività sessuale durante i mesi di lockdown nazionale, con l’8% che ha aumentato e il 27% che ha diminuito tale attività.
In particolare, tra le persone adulte conviventi tra Marzo e Maggio 2020, una coppia su cinque ha dichiarato un calo dell’attività sessuale rispetto alle abitudini pre-lockdown.
La diminuzione dell’attività sessuale (20,7%) è stata segnalata più frequentemente dagli uomini più giovani, dai soggetti più istruiti, dalle persone che vivevano in case più piccole e da quelle che, prima del lockdown, trascorrevano più tempo all’aperto.
“Se l’interruzione degli spostamenti e l’obbligo di distanziamento sociale hanno soprattutto limitato la vita sessuale dei single, la paura del contagio, i sentimenti generalizzati di ansia e di tristezza, la presenza dei bambini a casa sono tra i probabili fattori alla base di questo importante decremento nei partner conviventi”, commenta Andrea Amerio, ricercatore psichiatra dell’Università di Genova e primo autore dello studio su un campione rappresentativo di oltre 6.000 persone fra 18 e 74 anni,
Questo studio, frutto del lavoro di un consorzio multidisciplinare con psichiatri, psicologi, esperti di sanità pubblica e biostatistici dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Università di Genova e di Pavia, dell’Istituto Mario Negri, dell’ISPRO e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, è stato pubblicato sulla rivista Journal of Epidemiology.