Il cranberry è stato usato con successo per infezioni urinarie ricorrenti ed è raccomandato nel Manuale Merck per il trattamento di infezioni urinarie semplici o ricorrenti (UTI), non complicate (ad es. nelle donne) che non richiedono un trattamento aggressivo con antibiotici.
In Gran Bretagna, il cranberry viene riferito alla specie nativa Vaccinium oxycoccos, mentre in Nord America può riferirsi al Vaccinium macrocarpon.
Il mirtillo rosso americano (da non confondere con quello detto semplicemente mirtillo rosso, di origine europea ed asiatica) è un frutto che può essere consumato intero, o trasformato in prodotti alimentari (gelatine, succhi) estratti e supplementi Pharma Standard.
I supplementi con cranberry aiutano a prevenire e ridurre i sintomi delle infezioni ‘ricorrenti’ del tratto urinario (UTI) e l’infiammazione post-infettiva.
L’efficacia nel prevenire UTI è stata dimostrata in molti studi. Il succo naturale di mirtillo contiene antocianidine in grado di prevenire la colonizzazione della parete del tratto urinario da parte dell’Escherichia Coli (prevalentemente).
Le proantocianidine, polifenoli inibiscono selettivamente le adesine prodotte dai batteri, riducendone così l’adesione alle cellule uroepiteliali dell’ospite e favorendone l’eliminazione con l’urina.
L’assunzione di cranberry come PS risulta efficace nel ridurre la colonizzazione da parte dei batteri più comuni ma è anche utile a ridurre gli effetti infiammatori post-infezione legati non tanto ai batteri ma a prodotti di degradazione batterica che mimano un’infezione (“molecular mimikry” o “mimetismo molecolare”), persistente ben oltre l’eliminazione dei batteri. In questo caso ai sintomi di una infezione urinaria non corrisponde la presenza di batteri nelle urine.
Il cranberry può anche essere usato dopo cateterizzazione, quando la presenza di batteri prima ed il molecular mimikry dopo, causano una sintomatologia persistente associata alla infiammazione.
Altri studi hanno evidenziato che supplementi di Cranberry usati per due mesi riducono il numero di episodi di infezioni urinarie nei pazienti anziani con ipertrofia prostatica e donne in pre-menopausa.
Il cranberry si è rivelato particolarmente efficace nella gestione di infezioni modeste o moderate – con minima carica batterica – in soggetti sani (particolarmente nelle donne).
Le infezioni più severe in pazienti a rischio vanno sempre trattate aggressivamente con antibiotici ed in base alle colture per evitare complicanze gravi.
La somministrazione di prodotti PS di cranberry dovrebbe essere continuata per circa 2 mesi, in particolare nei casi ricorrenti. Non sono conosciuti effetti collaterali. Tuttavia, poiché gli estratti di Cranberry contengono zuccheri per contrastarne il sapore aspro vanno usati con cautela nei diabetici, preferendo in questi casi la formulazione in capsule.Supplementi con Cranberry aumentano l’acidità urinaria e, teoricamente, possono indurre formazione di calcoli nei pazienti con storia di calcolosi renale. Occasionalmente un management supplementare con Cranberry può interferire con gli effetti di anticoagulanti orali.