Lunedì 28 giugno ricorre la 25esima Giornata nazionale per la prevenzione e la cura dell’incontinenza, problematica che costituisce un tabù e che riguardano oltre 5 milioni di italiani, il 73% donne e il 27% uomini.
La netta prevalenza femminile è dovuta a ragioni anatomiche e funzionali e può verificarsi in tre particolari periodi della vita di una donna: la gravidanza, il parto e la menopausa.
L’incontinenza, urinaria o fecale, è percepita come sintomo imbarazzante ad alto impatto sulla qualità della vita di chi ne soffre. Il pensare che questi problemi siano una conseguenza naturale dell’età, porta le persone a non parlarne ed a convivere con disturbi che possono essere affrontati e risolti.
La Giornata per la prevenzione e la cura dell’incontinenza dunque, è stata istituita per sensibilizzare le persone a parlarne e far si che aumenti la conoscenza e la consapevolezza su tali problematiche che si possono alleviare e gestire anche con alcuni cambiamenti del proprio stile di vita, appositi esercizi di ginnastica pelvica volti alla riabilitazione del pavimento pelvico ed eventualmente una terapia farmacologica.
La riabilitazione perineale è carente in Italia e si auspica che questa patologia venga rivalutata, consentendo adeguati percorsi diagnostici terapeutici assistenziali.
È importante sapere che c’è una soluzione per ogni tipologia di questa problematica: ci sono moderne tecnologie per la diagnosi, e ci si può avvalere di terapie chirurgiche, mininvasive o endoscopico o maggiormente complesse e protesiche.
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